ETEREA POSTBONG BAND & IL DESTINO DEL ROCK pt.1

26 08 2008

Dal vivo, sono tutto fuorchè ineccepibili. I dischi finora pubblicati sono tutto fuorchè ottimamente prodotti. La loro promozione è tutto fuorchè organizzata. La loro distribuzione è pressochè inesistente. Ho deciso di parlare degli Eterea per motivi che trascendono il normale interesse giornalistico: un pò come approdare con un vascello fantasma in un maledetto porto nebbioso, alla ricerca di un qualcosa di leggendario, di sussurrato, per riuscire a riscoprire quello che dovrebbe essere il motore stesso dello scrivere di musica: capire i grandi cambiamenti in corso. Alcuni miei esimi colleghi, ormai imputriditi, incatramati a suoni in decomposizione (ma non vorrei essere sinistro: a volte cadono in adorazione per semplici fossili), non riescono a dormire tranquilli la notte: hanno paura che qualche rumorosa, giovane banda di ragazzetti ben vestiti approdi in classifica senza aver fatto – oh no! – neanche un’ora di conservatorio. Altri miei colleghi, amanti del brivido, edonisti, sempre alla ricerca della next big thing, sbuffano saccenti dal naso ad ogni forma di deviazione prematura dal flusso principale, ad ogni alternativa non controllabile, ad ogni sottocultura non ancora impacchettabile (”Dovrebbero averlo ormai capito – diceva in redazione uno di questi – se dopo tre anni sei ancora ai demo, la gente perde fiducia in te”). Io – tertium datur – farò quello che nell’attuale, poverissima editoria musicale corrisponde ad un harakiri particolarmente cruento, in cui come assistenti alla decapitazione finale si accalcano in coda (”niente di personale, giuro“) tutte le firme forti della stampa web e cartacea. Parlerò di un gruppo di cui – se tanto mi dà tanto – si discuterà parecchio negli anni a venire: Eterea PostBong Band.


Azioni

Informazione

2 risposte

26 08 2008
Altan222

una crociata contro i tuoi colleghi eh? ammutinamento!

21 09 2008
Mauriz

Non avevo ancora sentito tertium datur in affermativo. Qualche latinista si lamenterà e già mi vedo la tua faccia sinistramente ghignante…

Lascia un commento